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Rinuncia all’eredità: costi.

Rinuncia all’eredità: costi.

Rinunciare all’eredità lasciata dal proprio caro: come districarsi tra carte e pagamenti.

La morte di un proprio caro è un avvenimento doloroso, difficile da gestire dal punto di vista emotivo: a tale difficoltà potrebbero aggiungersi delle complicazioni burocratiche. Dovrai, infatti, valutare se accettare o rifiutare l’eredità. Il rifiuto dell’eredità si renderà necessario ogni qualvolta dall’accettazione non riceveresti alcun vantaggio: pensa, a titolo d’esempio, a una eredità di soli debiti. Questo contributo si propone di fornire una piccola guida della burocrazia e dei costi che devi sostenere se vuoi procedere con una rinuncia all’eredità. Se avrai la pazienza di leggerlo fino in fondo, potrai farti un’idea dei costi da sostenere: ti anticipo che in questa sede mi occuperò di dettagliare i costi vivi, cioè marche da bollo e tasse dovute per questo tipo di attività. Ovviamente, se deciderai di avvalerti di un professionista, a tali costi si aggiungeranno anche i suoi onorari.

Indice

1 Presupposti per la rinuncia all’eredità
2 Tempi e modi per la rinuncia all’eredità
3 I documenti per la rinuncia all’eredità
4 Costi per la rinuncia all’eredità

Presupposti per la rinuncia all’eredità

Innanzitutto, ricorda che se non hai accettato l’eredità non puoi essere considerato “erede”. Per la legge, infatti, è erede solo chi accetta l’eredità lasciata dal defunto. Prima dell’accettazione, così come prima dell’eventuale rinuncia, ai sensi di legge sei un “chiamato alla successione”.

Sono chiamati a succedere i soggetti che il defunto ha indicato nel proprio testamento (se lo ha redatto) oltre che i seguenti soggetti individuati dalla legge come eredi legittimi: si tratta del coniuge, dei discendenti, gli ascendenti, dei collaterali, e degli altri parenti entro il sesto grado – per un approfondimento su queste categorie rimando a questo articolo.

Se l’erede, al momento dell’apertura della successione, è un soggetto che la legge qualifica come “incapace” (si tratta di minorenni, degli interdetti o degli inabilitati), alla rinuncia deve procedere un legale rappresentante [1] facendosi autorizzare dal giudice tutelare (occorre presentare uno specifico ricorso al tribunale competente: sul punto è bene sentire un professionista).
Tempi e modi per la rinuncia all’eredità

Un erede può decidere di non accettare l’eredità che gli è stata destinata, manifestandolo espressamente. La rinuncia all’eredità deve farsi con una dichiarazione espressa che, a tua discrezione, puoi scegliere di rendere innanzi ad un notaio o davanti al cancelliere del tribunale.

Davanti a notaio o cancelliere è indifferente: si tratta in entrambi i casi di soggetti abilitati a ricevere la tua dichiarazione. Ovvio che, optando per il tribunale, risparmierai sugli onorari del notaio. Se opti per il tribunale, ricorda che la competenza è del tribunale ove si è aperta la successione: devi guardare cioè al luogo ove il tuo caro defunto era domiciliato al momento del decesso.

Quanto ai tempi, occorre distinguere due ipotesi:

se non sei in possesso dei beni ereditari, hai tempo 10 anni dall’apertura della successione/dalla morte del tuo caro [2];
se, invece, sei nel possesso dei beni ereditari (ad esempio abiti nella casa del defunto o utilizzi il suo veicolo), hai solo 3 mesi di tempo per redigere un inventario beni lasciati in eredità dal defunto e 40 giorni dall’inventario per formalizzare la tua rinuncia [3].

I documenti per la rinuncia all’eredità

Per la redazione dell’atto occorrono:

certificato di morte in carta libera da richiedere al Comune ove è avvenuto il decesso (o autocertificazione);
un documento valido di riconoscimento;
codice fiscale del defunto e del rinunciante (anche se minore/interdetto/inabilitato o sottoposto ad amministrazione di sostegno);
copia conforme del testamento (qualora esista);
se per minore/interdetto/inabilitato o sottoposto ad amministrazione di sostegno e necessaria una copia conforme dell’autorizzazione del giudice tutelare.

Costi per la rinuncia all’eredità

Come ho già evidenziato sopra, puoi scegliere se rivolgerti al Tribunale o un Notaio. Se opti per il Notaio, dovrai riconoscergli i relativi onorari. Il tribunale ti chiederà invece di sostenere i soli costi vivi, quelli necessari per l’espletamento delle formalità burocratiche. Dovrai ciò acquistare una marca da bollo da 16 euro e pagare l’imposta di registro di euro 200,00 attraverso l’apposito modello F23 che Ti verrà fornito dalla Cancelleria (ricorda di consegnare in Tribunale la copia recante la dicitura “copia per l’eventuale presentazione all’ufficio” e con stampigliatura e firma in originale da parte del concessionario/banca/poste).

Autore: Edoardo Colzani