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Come funziona la flat tax: esempi.

Come funziona la flat tax: esempi.

Il taglio delle tasse inizierà nel 2020 per i redditi tra 35mila e 50mila euro: con la flat tax pagheranno il 15%, ora sono al 24%. I redditi più alti avranno i maggiori risparmi.

Prende corpo la flat tax, la “tassa piatta” grazie alla quale si pagherà l’Irpef al 15% fisso, al posto delle attuali e più alte aliquote. I contribuenti saranno divisi in fasce, a seconda dell’ammontare dei loro redditi imponibili. Si inizia nel 2020 con coloro che guadagnano tra 35.000 e 50.000 euro: ora pagano un’Irpef con un’aliquota media che sfiora il 25%. Risparmieranno quasi la metà di tasse. Lo ha dichiarato il sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze, il leghista Massimo Bitonci, che è sceso nel concreto spiegando come funzionerà il taglio delle tasse promesso fin dallo scorso anno. Vediamo come funziona la flat tax su cui sta lavorando il Governo con alcuni esempi.

L’introduzione della flat tax per le persone fisiche (imprenditori e professionisti già ne beneficiano) sarà graduale e richiederà tre anni per arrivare a regime per 18 milioni di cittadini, tutti quelli che guadagnano tra 15mila e 50mila euro all’anno e che ora pagano l’Irpef in base all’aliquota progressiva (che arriva al 38% per i redditi superiori a 36mila euro). L’obiettivo dichiarato della flat tax è quello di far pagare meno tasse agli italiani del ceto medio. Secondo il calendario dei lavori del Governo, si comincia dal 2020 e la prima fascia dei contribuenti che ne beneficeranno sarà quella con redditi Irpef tra 35mila e 50mila euro. Si tratta di 3 milioni di cittadini, che otterranno i risparmi d’imposta più elevati perché adesso pagano molto di più: il 30% di tasse, che diventeranno il 15%; in soldoni, più di 7.000 euro di differenza. Subito dopo sarà il turno della fascia da 15mila a 35mila euro (l’attuale Irpef è del 27% per la parte di reddito tra 15mila e 28mila euro): per essi il risparmio ammonterà a circa 2.000 euro all’anno, di più per chi si avvicina alla parte superiore della fascia.

Per capire cos’è la flat tax e qual è la sua convenienza dobbiamo tener presente che l’attuale Irpef funziona con il sistema delle aliquote progressive: per i redditi fino a 15mila euro l’imposta è del 23%, per la parte di reddito tra 15mila e 28mila è del 27% e per quella da 28mila a 55mila euro arriva al 38%. Già da questo appare evidente il risparmio: l’aliquota unica del 15% della flat tax è molto più bassa e si applica in misura uguale sull’intero ammontare, senza tassare di più i redditi maggiori.

Grazie alla flat tax risparmierà di più chi ha redditi più alti: ad esempio, chi guadagna 50mila euro oggi paga 15.320 euro di Irpef mentre con la flat tax ne dovrà pagare soltanto 7.500: quasi la metà. Chi invece ha un reddito Irpef di 30mila euro con il regime attuale paga 7.720 euro a fronte dei 4.500 che verserà con la flat tax: circa il 40% di risparmio. Anche i redditi più bassi avranno il loro beneficio, che sarà più limitato: quelli pari a 15mila euro pagheranno di flat tax solo 2.250 euro anziché 3.450. Più di 1.000 euro risparmiati, che in percentuale incidono per 1/3 sul totale e si fanno sentire proprio perché i redditi sono più scarsi.

Bisognerà però “armonizzare” la nuova flat tax con l’attuale regime delle deduzioni Irpef per la famiglia (oggi i nuclei familiari più numerosi e monoreddito pagano meno rispetto agli esempi fatti sopra perché ci sono dei correttivi in loro favore, si tratta di deduzioni che possono arrivare a 3.000 euro): il sottosegretario Bitonci ha dichiarato che il Governo sta studiando «una soluzione compatibile con il regime familiare» e nel frattempo, per fare più presto, si può partire con la flat tax sui redditi individuali per andare a regime nel triennio.

Autore: Paolo Remer