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Come avviene la lettura di un testamento?

Come avviene la lettura di un testamento?

Quando muore qualcuno si apre il tema della successione alla sua eredità. Non tutti, però, conoscono i passaggi da compiere. In particolar modo, risulta poco chiaro come avviene la lettura di un testamento. Vediamo di fare chiarezza su questo argomento.

La successione ereditaria non è un argomento facile da affrontare. Per quanto se ne senta spesso parlare, sono in pochi a conoscere la legislazione italiana a riguardo. Se stai leggendo questo articolo, è perchè ti trovi nella situazione di capire quali sono le procedure che vanno seguite in materia testamentaria. In particolar modo ti chiedi: come avviene la lettura del testamento?

Per poter affrontare in maniera completa l’argomento, però, è necessario fare delle premesse. Il testamento in Italia ha una giurisprudenza particolare. Ti dico subito che la nostra legislazione in materia di successione è molto diversa da quella anglo-americana che siamo abituati a vedere in film e telefilm. Il primo punto di distinzione è che il notaio non è tenuto a dare la «caccia» agli eredi sparsi per il mondo. Egli, alla morte del testatore, deve contattare solo i beneficiari di cui conosce la residenza. Se un erede risultasse non contattabile, starà a lui farsi avanti per richiedere quanto gli spetta.

Il testamento, inoltre, deve essere obbligatoriamente redatto in forma scritta. A differenza dell’ordinamento anglosassone, quindi, non valgono le ultime volontà trasmesse mediante video o registrazione audio.

Infine, ci tengo a precisare che non è corretto parlare di lettura, ma di pubblicazione del testamento. Ciò non significa che deve essere divulgato in un luogo dove tutti possono accedere, ma che deve essere redatto come un documento pubblico. A prendersi l’incombenza è il notaio. Questa azione è fondamentale nel caso di testamento olografo o segreto di cui ti parlerò a breve. Non viene reso necessario, invece, se il testamento è pubblico.

Se la testa già inizia a girarti, non ti preoccupare. Vedrò di sgombrare tutte le nubi che si addensano nella tua mente nei successivi paragrafi.

Indice

1 Come e dove si legge un testamento olografo
2 Come avviene la lettura di un testamento pubblico
3 Come avviene la lettura di un testamento segreto
4 Quali documenti servono per la pubblicazione
5 Quando e come è possibile richiedere l’eredità

Come e dove si legge un testamento olografo

Un testamento olografo [1] è un documento redatto, datato e sottoscritto di proprio pugno dal testatore, noto anche come de cuius. Questo significa che può essere scritto ovunque, perfino su un tovagliolo di carta. E’ fondamentale, però, che non si utilizzino macchine da scrivere o computer, o che il testamento venga scritto da terzi. Per poter essere valido, il documento deve contenere la data, ovvero il giorno, mese e anno in cui è stato scritto. Questa può anche essere una ricorrenza (ad esempio, Pasqua 2019), ma non può mancare. Altro elemento essenziale è la firma del testatore. Anche in questo caso, non è necessario mettere nome e cognome, anche se di solito è la regola, ma basta che chi scrive sia individuabile con certezza.

E’ possibile usare un nomignolo o semplicemente identificarsi come «tuo padre». La firma deve sempre essere posta in calce al documento.

Una volta terminato il testamento, quest’ultimo va nascosto in un luogo sicuro. Il passo successivo consiste nel far partecipe almeno una persona della sua esistenza e di dove è conservato. Diversamente, se il documento alla morte del de cuius non viene alla luce, è come se non fosse mai esistito. Sono in molti ad usare questa forma testamentaria per motivi economici e di praticità. Tuttavia, esiste anche un inconveniente da considerare. Il testamento potrebbe essere trovato da una terza persona e venire distrutto. Per questi motivi, il consiglio che posso dare è quello di depositare sempre il testamento da un notaio una volta scritto. Si eviteranno così eventuali problemi.

Alla morte del testatore, chi conosce il luogo dove è tenuto il documento, deve prenderlo e portarlo ad un notaio. Se, invece, è già depositato presso di lui, deve recarsi allo studio e chiedere che venga eseguita la pubblicazione. Questo atto è fondamentale. Senza di esso il testamento olografo è solo una scrittura privata senza alcuna validità legale. Il pubblico ufficiale, quindi, provvederà a redigere un verbale, alla presenza di due testimoni. Questi ultimi sono di norma dipendenti dello studio, ma non necessariamente. L’importante è che non abbiano alcun interesse all’atto, siano maggiorenni e godano di tutti i requisiti della cittadinanza italiana.

Il verbale deve avere determinate caratteristiche. Anzitutto, si deve menzionare lo stato in cui si trova il testamento e quando è avvenuta la sua apertura (se è stato consegnato sigillato).

Inoltre, deve essere riportato integralmente il suo contenuto. Il passo finale consiste nell’allegare il testamento originale vidimato, insieme ad un estratto per riassunto dell’atto di morte del testatore. Il verbale deve essere firmato da chi ha presentato le ultime volontà del defunto o la domanda di pubblicazione, dal notaio e dai due testimoni. E’ grazie a queste operazioni che il documento olografo viene trasformato da scrittura privata ad atto pubblico, rendendo quindi eseguibili le sue disposizioni. Solo a questo punto, il notaio informerà gli altri eredi.

L’ultimo atto che dovrà compiere è depositare una copia del verbale di pubblicazione del testamento presso la cancelleria del tribunale del luogo dove è morto il testatore.
Come avviene la lettura di un testamento pubblico

Il testamento pubblico [2] è, per sua stessa definizione, già un documento ufficiale a tutti gli effetti.
La sua ratifica avviene alla presenza di un notaio e di due testimoni. Il testatore si deve quindi recare presso lo studio notarile. Qui detterà le sue volontà al pubblico ufficiale che le trascriverà. Il documento deve riportare la data e l’ora della trascrizione.

Infine, viene firmato in calce dal de cuius, dai due testimoni e dal notaio, dopo che quest’ultimo ha provveduto a rileggere l’atto ai presenti. Se il de cuius non può firmare per qualche impedimento fisico, deve dichiararne i motivi al notaio che li scriverà nel verbale di ricevimento del testamento. Una volta trascritto, il documento viene conservato presso il suo ufficio.

La particolarità di questo testamento è che non avviene una vera e propria lettura. Il notaio, non appena è venuto a conoscenza del trapasso del testatore, provvede a consegnare il documento in suo possesso presso la cancelleria del tribunale dove è morto il de cuius e avvisa gli eredi di cui conosce la residenza, dell’esistenza delle sue ultime volontà. Questi possono leggere il testamento direttamente presso il tribunale.
Come avviene la lettura di un testamento segreto

Il testamento segreto [3] è il terzo tipo di documento riconosciuto dal Codice Civile in materia di successione. Può essere definito come un mix tra l’olografo e il pubblico. Viene redatto dal testatore che, in questo caso, può avvalersi anche dell’aiuto di una terza persona, macchina da scrivere o computer.

E’ fondamentale, però, che il de cuius metta la sua firma in calce. Il documento una volta redatto, viene consegnato al notaio alla presenza di due testimoni. Il professionista provvede a sigillarlo (se non è già stato fatto) e redige un atto di ricevimento con le stesse modaltà dell’olografo. L’atto deve essere firmato dallo stesso notaio, dai testimoni e dal de cuius. Una volta effettuata la pubblicazione, il procedimento da seguire è lo stesso di cui ho già parlato.
Quali documenti servono per la pubblicazione

Ti ho illustrato come avviene la pubblicazione di un testamento. Ci sono però, altri passaggi di cui devi essere a conoscenza. In particolare, è bene che tu sappia quali documenti è necessario avere per poter rendere effettiva la pubblicazione.

Quando ti rechi dal notaio devi portare con te la tua carta di identità e il codice fiscale e una copia dei documenti del testatore. Dovrai munirti anche di un estratto di morte di quest’ultimo. Questo documento lo puoi richiedere presso l’ufficio apposito del comune dove risiedeva l’estinto. Inoltre, se nell’eredità sono compresi degli immobili, è necessaria la visura catastale degli stessi. Tutto ciò ovviamente, è inutile senza il testamento originale. Quindi, se si è in possesso di un documento olografo, devi portarlo con te.
Quando e come è possibile richiedere l’eredità

La successione si apre ufficialmente con la pubblicazione del testamento e l’avvenuta conoscenza del suo contenuto da parte degli eredi. Questi ultimi, hanno tempo un anno per presentare all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di successione.

Dal 1° gennaio 2019, la domanda va fatta obbligatoriamente online, utilizzando un software gratuito messo a disposizione dall’ente pubblico. Grazie al programma telematico è possibile effettuare le volture catastali di fabbricati e terreni in automatico, nel caso in cui nell’eredità fossero previsti degli immobili. Non andare nel panico. Non devi per forza fare tutto da solo. Puoi anche rivolgerti ad un professionista abilitato che farà questo lavoro al posto tuo. Oltre al notaio, anche un commercialista o un impiegato del Caf possono aiutarti.

Insieme alla domanda vanno presentati alcuni documenti. I principali sono: dichiarazione sostitutiva del certificato di morte del testatore, suoi dati anagrafici e ultima residenza, i tuoi dati anagrafici e indirizzo di residenza, e, ovviamente, copia del testamento pubblicato.

Il pagamento delle imposte avviene online, contestualmente all’invio della domanda di successione. Queste si calcolano in base all’importo ereditato e al grado di parentela. Per questo, il professionista a cui ti rivolgi deve inserire gli estremi del tuo conto corrente, ovviamente dietro tuo consenso.

La giurisprudenza ha previsto anche delle circostanze in cui non è necessario presentare la dichiarazione di successione. Mi riferisco a quei casi in cui l’eredità non comprenda beni immobili o diritti reali immobiliari e, più in generale, il suo valore economico non superi 100.000 euro. Infine, se il testatore ha assegnato l’eredità solo al coniuge e ai parenti in linea retta ossia nonni, genitori, figli e nipoti, la dichiarazione non è necessaria.

Ti ricordo che, in caso esistano più eredi che debbano presentare tale documentazione sui medesimi beni, basta che sia solo uno di essi a farsi carico dell’incombenza.

Bada bene che questa è solo una piccola guida per farti comprendere i primi passi post pubblicazione da compiere. Per ulteriori dubbi ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.

Con quest’ultima parte termina il nostro breve viaggio nella successione ereditaria e, in particolar modo, su come avviene la pubblicazione del testamento. Ora sai esattamente come comportarti in caso ricevessi un’eredità. Permettimi di darti un consiglio finale. Non sottovalutare tu stesso l’idea di fare testamento. Come hai visto è abbastanza semplice e risolve molti problemi a livello burocratico.

AUTORE : DAVIDE LUCIANI