con l'avvicinarsi della scadenza di giugno, aumenta la fibrillazione dei contribuenti per chiarire i mille interrogativi che ancora circondano la temutissima imu. il ministero dell'economia sta lavorando ad una circolare omnibus sull'imu di cui è pronta una prima bozza. per dare una mano ai nostri lettori, noi di idealista cercheremo di chiarire alcuni dubbi. cominciamo oggi parlando di come dovrà essere versata l'imposta sugli immobili
che si tratti di prima o seconda abitazione, il modello da utilizzare è l'f24 del 2012. per il saldo di dicembre sarà possibile utilizzare anche il bollettino postale. il vecchio modello f24 si potrà usare solo fino al 31 maggio 2013, indicando il pagamento dell'imu nella sezione "ici e altri tributi locali". nel modello sarà necessario indicare sulla riga corrispondente la parte dell'imposta dovuta allo stato e quella al comune. sarà possibile indicare anche immobili posseduti in comuni diversi utilizzando i codici corrispondenti
nel nuovo modello f24 sono stati anche stabiliti i codici tributo da segnalare all'atto del pagamento
3912 – denominato: imu – imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze – articolo 13, c. 7, d.l. 201/2011 – comune;
3913 – denominato: imu – imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale – comune;
3914 – denominato: imu – imposta municipale propria per i terreni – comune;
3915 – denominato: imu – imposta municipale propria per i terreni – stato;
3916 – denominato: “imu – imposta municipale propria per le aree fabbricabili – comune;
3917 – denominato: imu – imposta municipale propria per le aree fabbricabili – stato;
3918 – denominato: imu – imposta municipale propria per gli altri fabbricati – comune;
3919– denominato: imu – imposta municipale propria per gli altri fabbricati – stato;
3923– denominato: imu – imposta municipale propria – interessi da accertamento – comune;
3924 – denominato: imu – imposta municipale propria – sanzioni da accertamento – comune
l'euribor, il principale indice con cui si calcola l'importo della rata di un mutuo a tasso variabile, ha chiuso il mese di aprile con una decisa discesa. la stessa tendenza prosegue per questo inizio di maggio e per chi deve calcolare di quanto cambierà la rata del mutuo sono ottime notizie il 7 maggio l'euribor 3 mesi è sceso fino allo 0,69%, avvicinandosi sempre di più al suo minimo storico. l'eurobor 1 mese, meno usato ma comunque interessante per alcuni, è invece arrivato a 0,40%, mentre quello a sei mesi a 0,98%
ricordiamo che l'aggiornamento della rata non è uguale per tutti, ma dipende da quanto esplicitato sul contratto
ecco come funziona
in alcuni casi le banche prendono come riferimento l'euribor del giorno. per fare un esempio se il mutuo è stato acceso il 25 febbraio, ogni trimestre si prende l'euribor 3 mesi del giorno 25 e si fa l'aggiornamento
altre banche usano invece la media mensile, che nel caso di aprile è stata dello 0,74%, altre ancora invece fanno riferimento al giorno 1. il cambiamento della rata non viene perceptito da tutti nello stesso modo
l'importo della rata cambia anche a seconda dal tempo trascorso dall'accensione. all'inizio, dunque, siccome si pagano più interessi, la variazione è maggioprmente legata all'euribor. verso la fine del muto, invece, la quota capitale supera nettamente quella interessi e pertanto la variazione sarà minima o nulla.
quando si parla di tasse, si sa che l'italia non è seconda a nessuno. ma non per quanto riguarda la tassazione sugli immobili. a dirlo è il viceministro dell'economia vittorio grilli. l'italia- ha detto il vice di monti al tesoro-è il paese con la più bassa tassazione della proprietà immobiliare tra i principali paesi ocse. dai dati emerge che il prelievo immobiliare in italia è assai inferiore rispetto ai principali paesi avanzati. escludendosi le imposte sui trasferimenti immobiliari ed altre imposte straordinarie, nel 2009 l'incidenza del prelievo sugli immobili e' risultato pari a circa lo 0,6% del pil, a fronte di una media ocse di circa l'1,1% secondo grilli, più tassati di noi sono la francia (2,4%), il regno unito (3,5%), il canada e gli stati uniti (circa 3%), il giappone (2,1%). e questo anche se gli italiani hanno la più alta quota di ricchezza investita in abitazioni di residenza (circa il 70% del totale degli investimenti mobiliari e immobiliari). dati alla mano, grilli ha voluto ancora una volta ribadire che togliere l'imu sulla prima casa è impossibile, anche perché comporterebbe una concentrazione del prelievo sulle seconde case e sugli immobili ad uso non abitativo. "il gettito che ne deriva a livello locale e' destinato alla copertura degli oneri per servizi indivisibili, di cui usufruisce in primo luogo chi, con l'abitazione principale, risiede in un determinato comune"